Lavoro e Tributi

Principi costituzionali posti a base dell'obbligazione tributaria, soggettività tributaria e presupposto dell'imposizione fiscale.



Lo Stato, per finanziare beni e servizi pubblici opera prelievi coattivi ( tributi ) attraverso l'esercizio della propria potestà impositiva e la creazione di norme tributarie. Il contenuto minimo che la norma tributaria deve avere s'identifica negli elementi necessari per individuare il tributo, e cioè:

  • il presupposto di fatto;
  • i soggetti passivi;
  • i principi di determinazione delle aliquote;
  • le sanzioni.

Parlare degli elementi essenziali della norma tributaria impone, però, che si chiariscano i principi giuridici ispiratori della norma tributaria.

Nell'ordinamento italiano, fonte primaria del diritto tributario è la Costituzione.

La Costituzione sancisce alcuni principi generali e anche alcuni criteri più sostanziali ai quali deve riferirsi l'obbligazione tributaria. L'art. 23 della Costituzione stabilisce che «nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge».

Il principio della riserva di legge o della legalità delle imposte, di cui all'art. 23, è un principio tipico dello «Stato di diritto» che va considerato come riferito a una riserva relativa e non assoluta, in quanto la legge ( o gli atti aventi forza di legge ), fissati in generale gli elementi del rapporto tributario, può demandare a un regolamento ( o altra fonte subordinata ) la disciplina specifica.

Altra norma della Costituzione fondamentale in materia di imposte è l'art. 53 della Costituzione, secondo il quale «tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività».

Il dettato costituzionale contiene, pertanto, i tre fondamentali principi dell'universalità o generalità, della capacità contributiva e della progressività. La generalità dell'imposizione fiscale si concretizza nella sua applicazione al soggetto passivo, sia egli residente in Italia sia non residente, ma che realizza il presupposto di legge necessario per l'insorgenza della stessa soggettività passiva.
Questo principio si ricollega a quello della solidarietà economica e sociale di cui all'art. 2 della Costituzione in base al quale tra gli appartenenti a un determinato gruppo sociale sorge un dovere di cooperazione al sostenimento delle spese per il soddisfacimento dei bisogni collettivi.

Il principio della capacità contributiva, insieme al criterio della progressività del carico fiscale, va inquadrato in stretto collegamento con il principio della solidarietà ( art. 2 ) sopra enunciato e con il principio di «uguaglianza sostanziale» sancito nel secondo comma dell'art. 3 della Costituzione che fa sorgere in ogni Stato che si definisca «sociale», il compito di «rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese».
Da quest'ultimo principio si desume che le prestazioni tributarie devono gravare in modo equo sui cittadini e, lo Stato, per fare ciò, deve agire in modo da perequare le ampie disparità di reddito tra gli stessi, considerate «ostacoli di ordine economico e sociale». La scelta di un sistema tributario «informato a criteri di progressività» è finalizzata al riequilibrio economico e sociale.

Altri principi di rango costituzionale sono:

  • il principio della non abrogabilità referendaria delle norme tributarie affermato all'art. 75;
  • quello contenuto nell'art. 81 che dispone che «con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese»;
  • quello che all'art. 119 demanda agli enti territoriali un'autonomia finanziaria.

Da quanto detto, la soggettività tributaria, ossia la posizione giuridica in cui si trovano i soggetti coinvolti nell'obbligazione tributaria, con particolare riguardo a quella passiva, si determina allorquando si verifica la situazione di fatto stabilita dalla legge quale presupposto dell'imposizione fiscale. Infatti, soltanto al verificarsi di tale presupposto, come un avvenimento materiale ( ad esempio, il passaggio doganale ) o economico ( ad esempio, la percezione di un reddito ) o un rapporto giuridico, sorge il debito d'imposta in capo a un soggetto ( contribuente ).
La soggettività passiva complessivamente considerata comprende però, non soltanto l'obbligo di adempiere al pagamento dell'imposta, ma anche l'onere di adempiere a un'obbligazione per esercitare un potere o una facoltà, nonchè il dovere di assolvere a obblighi amministrativi e il diritto di ricorrere alla giustizia per le controversie inerenti le imposte.

Dunque, il tributo rappresenta per lo Stato un prelievo coattivo sulla ricchezza privata, cosiddetta entrata derivata che si distingue dalle «entrate originarie» attinenti all'uso o all'alienazione di beni pubblici patrimoniali.

di Giovanni Russo